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Decisioni della REGIONE TOSCANA
Il Piano Sanitario Regionale su Medicine Non Convenzionali (M.N.C.) (tratto da: la Repubblica – Salute - 3 febbraio 2005)
Le altre cure: la Toscana dice sì. Importante decisione della Regione
La Giunta dà “via libera” ad
Agopuntura, Omeopatia e Fitoterapia di Elio Rossi e Martella Di Stefano *
Il nuovo Piano sanitario regionale toscano, per il triennio 2005-2007, contiene un capitolo sulle Medicine non Convenzionali (MnC), che può essere definito, senza dubbio alcuno, il punto più alto dell'integrazione di suddette terapie nel sistema sanitario pubblico finora raggiunto nel nostro Paese: la decisione presa dalla Giunta regionale si può definire quasi "rivoluzionaria", sia sono l'aspetto terapeutico che assistenziale. In concreto il Piano si pone l'obiettivo di garantire l'integrazione definitiva all'interno del Servizio Sanitario Regionale di quelle MnC che presentano un sufficiente livello di evidenza scientifica, da definirsi quindi come medicine complementari (agopuntura, fitoterapia, omeopatia e medicina manuale).
Per queste medicine si prevedono: · l'introduzione all'interno dei LEA (Livelli essenziali di assistenza) regionali e del “Nomenclatore Tariffario”; · l'approvazione della legge regionale che ne disciplini l'esercizio con l'istituzione di albi o registri professionali tenuti dai relativi ordini professionali; · l'inserimento dei rappresentanti di tali medicine complementari all'interno dei gruppi di lavoro del Consiglio Sanitario Regionale (CSR); · l'introduzione nelle linee guida regionali quando suddette medicine siano riconosciute efficaci come terapia sostitutiva, complementare o come alternativa accettabile per indicazioni specifiche; · la promozione della conoscenza di queste medicine complementari nei corsi di laurea dell'area sanitaria; · l'attuazione di ogni attività utile a realizzare una completa integrazione nel sistema sanitario regionale, con un finanziamento per il triennio di 600 mila euro annui.
Ma come si è arrivati a questa importante decisione? Il risultato è stato conseguito sulla base delle azioni programmatiche regionali sviluppate negli anni precedenti e che così si possono riassumere: · sono stati istituti e potenziati numerosi ambulatori pubblici (attualmente sono più di cinquanta) che erogano servizi di MnC (prevalentemente agopuntura, omeopatia e fitoterapia) presso le Aziende sanitarie toscane; · per opera dell'Agenzia regionale di sanità sono stati realizzati uno studio sulle MnC in Toscana e un censimento della documentazione scientifica e legislativa in materia; · sono stati finanziati numerosi progetti di studio e/o ricerca sulle MnC; si è garantita la copertura, attraverso il Servizio sanitario regionale, delle prestazioni di agopuntura e moxibustione e si è prevista l'erogazione delle altre MnC nell'ambito di progetti finalizzati o a seguito del pagamento di tariffe concorrenziali con il mercato privato; · è stata istituita una Struttura regionale di riferimento per le MnC presso il Centro di Medicina Tradizionale cinese "Fior di Prugna" dell'Azienda Usl di Firenze per lo svolgimento delle funzioni di interesse generale e articolata, per le funzioni spedalistiche, nell'Ambulatorio di Omeopatia dell'Azienda Usl di Lucca, nel Servizio di Fitoterapia dell'Azienda Usl di Empoli e nel Centro di Medicina Tradizionale cinese "Fior di Prugna" dell'Azienda Usl di Firenze; · si sono svolti numerosi corsi di formazione e aggiornamento per gli operatori del settore; · sono stati realizzati seminari e convegni; · è stato istituito un notiziario regionale sulle MnC e inserito un settore specifico sul tema nel sito Internet regionale sulla sanità; · si è instaurata una collaborazione fattiva con il legislatore nazionale per la definizione di una normativa sulle MnC e si è lavorato alla definizione di un testo di legge regionale per aspetti specifici defia materia.
L'esperienza di integrazione delle MnC nei programmi per la salute realizzata in Toscana ha rappresentato un importante riferimento a livello nazionale, ha ottenuto il gradimento degli utenti, una discreta accettazione e ha instaurato un rapporto positivo con le associazioni e le società scientifiche del settore e ottenuto l'apprezzamento del mondo medico e accademico regionale. Un sondaggio, infatti, realizzato dall'Agenzia Regionale di Sanità nel 2003, sull'opinione dei 2.228 medici e pediatri di famiglia (tasso di risposta 82%) nei confronti delle MnC ha mostrato che il 15.2% del campione le pratica, il 57.8% le consiglia ai propri pazienti, l'11% possiede una formazione specifica, il 23.7% ha utilizzato le MnC per la cura dei propri disturbi e il 65.7% è favorevole all'introduzione dell'insegnamento nei corsi universitari. * Ambulatorio di Omeopatia, Asl 2 di Lucca
I malati hanno diritto di scegliere le terapie.
Curare le malattie senza dimenticare l'anima, è questo l'intento comune a tutte le medicine non convenzionali. La Toscana sta cercando da tempo di disegnare un concetto molto più ampio di salute rispetto a quello restrittivo di "assenza di malattia", e proporre un modello di salute non affidato esclusivamente al sistema sanitario, e alla medicina ufficiale. Anche in quest'ottica ha da sempre dimostrato una particolare sensibilità nei confronti delle medicine non convenzionali, considerandole in molti casi altrettanto efficaci quanto le cure convenzionali, e inserendole quindi nel sistema sanitario pubblico.
Dal 1996 ad oggi, gli ultimi tre Piani sanitari regionali hanno previsto azioni specifiche tese a promuovere l'integrazione delle medicine non convenzionali negli interventi per la salute, e di favorirne lo sviluppo nelle strutture pubbliche. Questo, per assicurare a tutti i cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica (negli ultimi anni in Toscana una persona su cinque ha fatto uso di medicine non convenzionali), e nello stesso tempo garantire loro il più elevato livello di sicurezza.
Se vogliamo, questa scelta rientra anche in una più ampia politica di multiculturalità della Regione Toscana, che ormai da anni, con scelte fatte in vari campi, si propone come regione dell'Europa e del mondo, nell'ottica di una cultura di integrazione, apertura, dialogo e confronto. Non ci siamo preoccupati solo di favorire dei servizi, ma anche di lavorare a una normativa idonea a garantirne la qualità, e quindi la sicurezza per i cittadini. Abbiamo lavorato quindi su più piani: curare la qualità delle prestazioni nelle nostre strutture pubbliche; curare la formazione degli operatori; collaborare con il legislatore nazionale per la definizione di una legge che disciplini l'intero settore.
Oggi, dopo sei anni di sperimentazione delle modalità di integrazione tra medicine non convenzionali e medicina ufficiale nelle strutture sanitarie pubbliche della Toscana, con il nuovo Piano Sanitario 2005-2007 è giunto il momento di passare alla reale integrazione nel sistema sanitario regionale di quelle medicine non convenzionali maggiormente diffuse sul territorio e che presentino una sufficiente evidenza medico scientifica. Abbiamo quindi stabilito un confine tra quelle medicine caratterizzate da una sufficiente evidenza (per le quali si utilizzerà il termine di medicine complementari) e quelle che non hanno ancora raggiunto un idoneo livello di dimostrazione di efficacia, per le quali si continuerà a parlare di medicine non convenzionali e che continueremo comunque a seguire con attenzione.
Sulla base dei dati della letteratura scientifica internazionale e anche in considerazione dell'esperienza accumulata dal lavoro dei numerosi centri pubblici che erogano prestazioni di MnC nelle aziende sanitarie della Toscana, riteniamo di poter riconoscere la valenza di medicine complementari a tre discipline: agopuntura, fitoterapia e omeopatia. (Enrico Rossi, Assessore al diritto alla salute della Regione Toscana )
Manuppelli: "Negli Usa è obbligatoria" Informazione ai pazienti di Mariapaola Salmi
Qualità dei prodotti, efficacia delle singole terapie, formazione degli operatori, prudenza nell'autocura e non ignorare gli effetti collaterali. Alle Medicine non convenzionali si chiedono da anni sempre gli stessi requisiti, che diano maggiori garanzie alle persone che le utilizzano.
«Soprattutto si chiama non convenzionale una medicina come l'omeopatia, riconosciuta, rimborsata, che si avvale di prescrizioni di medicinali registrati. Insomma una medicina ufficiale a tutti gli effetti. Il punto è che nella bozza di legge Lucchese - attualmente ferma - s'intrecciano troppi elementi, tante medicine diverse per ognuna delle quali sarebbe meglio e più attuale attuare un regolamento specifico», suggerisce Gino Manuppelli, segretario internazionale del Comité Intemational Pharmaciens Homeopathes.
Per Manuppelli però il problema più importante al momento in Italia è la mancanza di informazione ai pazienti che si rivolgono in particolare all'omeopatia. «Le persone vogliono sapere che medicinale prendono, come prenderlo, quali controindicazioni ci sono... e nonostante ci sia un decreto legislativo, da quasi dieci anni, questa informazione nel nostro paese ancora non è possibile attuare. È utile ricordare che nelle nazioni più avanzate i medicinali omeopatici sono accompagnati da chiare indicazioni terapeutiche». «Negli Usa queste informazioni sono addirittura obbligatorie, eppure in Italia la legge prevede questa possibilità che però non viene applicata», osserva il dottor Manuppelli. «Ma siamo ottimisti anche se sul prodotto si è fatto molto, mentre sull'informazione al paziente c'è ancora tanto da fare.
Va meglio per l'agopuntura, riconosciuta, e per la fitoterapia attorno alla quale c'è un dibattito e ci sono direttive europee che devono essere applicate. Ad ogni modo la libera circolazione del medicinale omeopatico si realizzerà anche in Italia».
Il Ministero Italia senza legge e niente Ecm per i medici
Il Parlamento europeo ha emanato decine di direttive recepito da tutti i paesi ad eccezione dell'Italia. L'Oms ha messo a punto un documento revisionato da 290 esperti in più di 100 paesi, sul "cosa" c'è da fare nei riguardi delle Medicine non convenzionali rispetto al diversi sistemi sanitari e sul "come" applicare conoscenze e pratica delle singole terapie.
La legge Lucchese è in discussione alla Commissione Affari sociali della Camera e II Comitato nazionale di bioetica dopo una mozione fortemente critica, ha ascoltato gli argomenti dei rappresentanti del Comitato permanente di consenso e coordinamento per le Mnc. I temi: farmacovigilanza, sicurezza del paziente, formazione degli operatori, garanzia di ricevere trattamenti appropriati nel rispetto della libertà di scena terapeutica e garanzia. E il ministero della Salute? Non riconosce i percorsi formativi (Ecm) per i medici omeopati.
............... Tutti i medici possono prescrivere fitoterapici che si trovano nel Prontuario farmaceutico ma sono un migliaio quelli con competenze raggiunte attraverso i corsi di formazione aperti a medici e farmacisti.
I costi? Un ticket di 36 euro
Sul pagamento la situazione è variegata. Le visite di agopuntura sono nei "Livelli essenziali di assistenza": si accede con il ticket, con le esenzioni per i bambini e gli anziani. La fitoterapia prima era inserita in prestazioni "normali" cioè fatta come una comune visita specialistica e quindi si accedeva normalmente poi è stara adottata una tariffa maggiore.
L'omeopatia prevede un contributo (ticket) più alto ma inferiore del 50% rispetto alle tariffe medie. Con il nuovo Piano regionale le tariffe verranno unificate al ticket (massimo) delle altre prestazioni cioè 36 euro a visita. Integrazione significa arrivare a tariffe analoghe a tutte le altre prestazioni specialistiche.
Ma in Francia rimborsi ridotti
Mentre in Italia si discute e si polemizza sulle terapie non convenzionali, In altri paesi le hanno messe sullo stesso piano della medicina ufficiale. Come in Germania e in Francia, dove un alto numero di pazienti (le stime dicono intorno al 50 per cento) ricorre alle altre cure.
Ma Oltralpe è in corso un dibattito vivace sull'omeopatia perché l'Accademia di medicina si è espressa contro. Aspetti scientifici a parte, la preoccupazione è soprattutto economica, perché i rimedi omeopatici sono rimborsati. Nel marzo scorso il governo francese ha ridotto il rimborso dal 65 al 35 per cento. E si annunciano nuove decisioni restrittive dalle autorità delle assicurazioni.
Un "viaggio" iniziato nel '97 Come la Toscana è arrivata al Piano che riconosce le altre discipline
In Toscana il Piano sanitario approvato è l'approdo di un lungo viaggio. Ecco le tappe. · 10 dicembre 1997, viene emanata una nota dall'Assessore alle politiche per la salute Claudio Martini, che invita le Aziende Sanitarie che intendano realizzare interventi di medicina non convenzionale a darne notizia nei Piani Attuativi.
Piano Sanitario Regionale · 1996-98, al cui interno sono presenti norme rivolte alla valorizzazione delle medicine non convenzionali e l'invito a guardare "anche al complesso delle pratiche di medicina naturale....".
· 1997 e 1998 vengono finanziati progetti di cooperazione decentrata a sostegno dello sviluppo della medicina naturale e omeopatica nei paesi del Sud del mondo.
· Piano Sanitario Regionale 1999-2001 che contiene, per la prima volta in Italia, un capitolo: "Integrazione delle medicine non convenzionali negli interventi per la salute". Viene istituita la Commissione regionale per le MnC composta da esperti delle discipline in oggetto e istituito un fondo di 500 milioni di lire all'anno.
· Progetto di studio sulle medicine non convenzionali in Toscana a cura dell'Agenzia Regionale di Sanità, della Commissione regionale MnC e dell'ASL 10 di Firenze, volto a valutare la domanda di MnC espressa nella regione Toscana.
· Delibera G.R. n. 6461 del 14/11/2002 che ammette al finanziamento 20 progetti di ricerca con uno stanziamento complessivo di circa 380.000 euro.
· Piano Sanitario Regionale 2002 - 2004, nel capitolo delle azioni programmate, fra le azioni di piano, contiene un nuovo capitolo "Le medicine non convenzionali".
· Delibera n. 561 del 30/6/2002 che conferma nei LEA le prestazioni di agopuntura di cui al nomenclatore tariffano: altra agopuntura, agopuntura con moxa revulsivante, agopuntura per anestesia.
· Delibera, n. 1384 del 9/12/2002, che istituisce il Centro di riferimento regionale per le MnC con sede presso il Centro di medicina tradizionale cinese "Fior di prugna" ASL 10 di Firenze per le attività di coordinamento e per l'agopuntura, per la fitoterapia al Servizio di fitoterapia dell'ASL 12 di Empoli e per l'omeopatia all'Ambulatorio di omeopatia dell'Asl 2 di Lucca.
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