|
Nelle ultime settimane
due studi sistematici il hanno messo sotto esame l'efficacia e la
sicurezza dell'agopuntura per la cefalea. Il più recente e anche il più
discusso, per l'eco di stampa che ha avuto, è una “Cochrane Review”
pubblicata il 21 gennaio scorso.
Le Cochrane Reviews sono delle rassegne sistematiche che vengono
continuamente aggiornate riguardo all'evidenza disponibile su un farmaco
o su una procedura medica.
La Review del 21 gennaio, curata da un gruppo di ricercatori tedeschi e
dal torinese Giovanni Battista Allais, dopo aver esaminato 11 studi
controllati per un totale di 2.317 pazienti sofferenti del mal di testa
più diffuso, quello da tensione, trae le seguenti conclusioni: «Nella
precedente versione di questa review, l'evidenza in favore
dell'agopuntura per la cefalea di tipo tensivo era considerata
insufficiente. Ora, con sei trials addizionali, gli autori concludono
che l'agopuntura dovrebbe essere valutata come un prezioso strumento non
farmacologico da usare in pazienti con mal di testa di tipo tensivo,
frequenti o cronici».
Studi
europei e cinesi
Altro studio importante è quello apparso nel numero di dicembre
di Anesthesia Analgesia, rivista della International Anesthesia Research
Society. È una rassegna sistematica ed analitica di 31 studi
rando-mizzati controllati di buona qualità che hanno interessato 4.000
pazienti. Di questi studi, solo due sono stati realizzati in Cina, gli
altri in Germania, Italia, Francia, Danimarca, Inghilterra. Le persone
coinvolte nelle ricerche erano sofferenti cronici di emicrania e di
cefalea tensiva. Sedici di questi studi hanno paragonato l'agopuntura
ben fatta; un'agopuntura sbagliata intesa quindi come placebo (sham, in
gergo). Otto invece hanno paragonate l'agopuntura ai farmaci. Le
conclusioni sono che l'agopuntura è superiore all'agopuntura sbagliata e
anche ai farmaci.
Anche la precedente Cochrane Review aveva sottolineato che l'agopuntura
giusta era superiore a quella sbagliata, sia pur di poco. Questa piccola
differenza trovata tra agopuntura vera e agopuntura sbagliata ha fatto
trarre l'errata conclusione che l'agopuntura sia placebo.
La conclusione è errata perché l'agopuntura sbagliata non è niente, non
è cioè come una pillola piena di una sostanza inerte invece che di un
principio attivo (placebo). Un ago inserito nella cute comunque induce
un meccanismo di stimolazione nervosa con rilascio di molecole attive.
La differenza tra un punto giusto (agopunto) e un punto sbagliato è di
densità nervosa sottocutanea e quindi di capacità minore o maggiore di
raccogliere lo stimolo.
La
questione dell'effetto placebo
Come si può leggere nell'altro articolo, anche le evidenze
sperimentali, tramite le tecniche di imaging cerebrale, dicono che
l'agopuntura ha un suo specifico effetto indipendente dal placebo. Ora
con questi studi sulla cefalea abbiamo un'evidenza clinica e cioè
dimostrata su migliaia di pazienti.
Non è una notizia di
poco conto sapere che l'efficacia dell'agopuntura nel mal di testa è
paragonabile ai farmaci e che, a differenza loro, presenta effetti
collaterali assolutamente trascurabili. Secondo recenti statistiche,
infatti, la cefalea colpirebbe addirittura un terzo della popolazione
mondiale.
Le donne in età fertile sono le più colpite, ma anche i bambini ne
soffrono anche se, per fortuna, con percentuali minori. Benché ci siano
a disposizione alcuni farmaci di una certa efficacia non mancano le
preoccupazioni per i possibili effetti collaterali, che non sono proprio
lievi. In particolare, gli oppioidi e i barbiturici, a cui,
impropriamente, spesso si ricorre, sono addirittura accusati di
incrementare il rischio di morte, mentre l’abuso di infiammatori
(dall'aspirina ai Fans) è collegato ad aumentato rischio emorragico,
ulcere gastriche e altro.
Gli stessi farmaci elettivi per l'emicrania, della classe dei triptani
(di cui il capostipite è l’Imigran), hanno un'efficacia limitata e non
sono privi di rischi soprattutto per chi ha problemi cardiaci, di
ipertensione o disturbi della coagulazione.
Le
patologie in cui non funziona
Nelle mani di un medico esperto, l'agopuntura può quindi essere
quello strumento in più che fa risparmiare problemi al paziente e denaro
pubblico, riducendo il ricorso ai farmaci e alle terapie necessarie per
rimediare ai loro effetti indesiderati. Anche perché cresce la lista
delle patologie o dei disturbi che possono ricevere un aiuto
dall'agopuntura.
La tabella “Sperimentazioni dell’Agopuntura” distingue le situazioni
sintomatiche in cui si sono raggiunte prove ragionevolmente sufficienti
per applicare l'agopuntura, e i disturbi in cui ancora questa
sufficienza manca. Ma, essere nella seconda o nella terza colonna non
significa avere la certezza che l'agopuntura non funziona. Vuoi dire
solo che, stando agli studi attuali, non possiamo trarre conclusioni
definitive.
Per esempio, nell'ottobre scorso, nella Cochrane Library, è stata
pubblicata una review sistematica su una malattia importante e poco
trattabile come l'epilessia. Dopo aver analizzato numerosi studi
controllati, gli autori hanno concluso che i dati non permettono di
trarre conclusioni sicure.
Resta il fatto che questo ampio documento riporta studi che hanno
paragonato l'agopuntura con la fenitoina e il valproato, che sono i
tarmaci più usati in questa malattia.
Da questi studi emerge che l'agopuntura è superiore ai farmaci. Certo, i
ricercatori hanno individuato carenze nel disegno degli studi, la
piccolezza o l'eterogenicità del campione e quindi hanno prospettato la
necessità di proseguire con studi più ampi e meglio fatti. Come nel caso
del mal di testa.
Così, una Cochrane Review del 2005 riguardo all'artrite reumatoide
concludeva che l'uso dell'agopuntura non era raccomandabile anche perché
negli studi analizzati non erano rintracciabili modificazioni dei segni
clinici (gonfiore articolare) e di laboratorio {marker infiammatoti come
VES, PCR) della malattia.
Qualche mese fa, una review sistematica, pubblicata su Arthrìtis &
Rheumatism, organo ufficiale dell'Arnerican College of Rheumatology,
segnala invece studi che indicano una riduzione del gonfiore e dei
marker infiammatori. Anche qui, nessuna conclusione definitiva, ma con
questo studio l'agopuntura è passata dalla colonna dei bocciati a quella
dei promettenti.
Insomma, pare davvero arrivato il tempo di chiudere definitivamente la
querelle su questa antica arte medica, giudicandola invece nel merito,
con l'obiettivo di aumentare l'efficacia e la sicurezza delle cure.
Sperimentazioni
sull'agopuntura
RISULTATI
POSITIVI
Cefalea cronica
Nausea e vomito postoperatorio
Nausea e vomito indotto da chemioterapia
Enuresi notturna del bambino
Dolore pelvico e lombare in gravidanza
Dolore lombare cronico
Dolore dentale
Osteoartrite del ginocchio
Fibromialgia
Dismenorrea
Controllo del dolore nella endoscopia gastrointestinale
Controllo del dolore in procedure di procreazione assistita
RISULTATI
PROMETTENTI MA NON CONOUSM
Artrite reumatoide
Asma
Depressione
Disfunzione
temporomandibolare
Dipendenza da droga
Dolore chirurgico
Dolore cronico
Dolore del collo
Dolore oncologico
Epilessia
Gomito del tennista
Ictus
Induzione del travaglio
e controllo del dolore del parto
Insonnia
Malattie infiammatorie
reumatiche
Paralisi facciale (del
Bell)
NEGATIVI
(INFERIORI AD ALTRI METODI)
Disassuefazione dal
fumo
Riduzione del peso
Dall’Ospedale di MERANO
Non convenzionali ai
malati di cancro
I MALATI di tumore di
Merano e Silandro potranno usufruire, accanto alle tradizionali terapie
antitumorali, delle cure complementari.
Infatti dalla prossima
primavera sarà attivo nell'ospedale Franz Tappeiner di Merano un
servizio di medicine complementari per il quale la Provincia Autonoma di
Bolzano ha stanziato già un milione di euro. «È un progetto pilota
biennale approvato nel 2007 dopo un iter non facile dalla giunta
provinciale», spiega il direttore medico dell'ospedale di Merano,
Roland Doecke. «Le terapie incluse nella sperimentazione sono
l'agopuntura tradizionale cinese, le terapie manuali, l'osteopatia per
le malattie dell'apparato muscolo-scheletrico, fitoterapia e omeopatìa.
Lo scopo è alleviare le sofferenze e gli effetti collaterali legati alla
malattia e alle terapie nei pazienti oncologici, in particolare il
dolore, la cefalea, la nausea, il vomito, i problemi intestina!!».
Al termine dei due anni
una Commissione superpartes valuterà i risultati - i primi dati nel 2010
- in termini di costi/benefici, in particolare il miglioramento della
qualità di vita del malato.
L'obiettivo è quello di
estendere l'impiego delle medicine complementari in oncologia a tutta la
provincia. «Da noi, grazie anche all'influsso della Germania dove le
cure complementari sono usate dal 50% della popolazione, c'è una forte
propensione della gente a richiederle e dei medici a utilizzarle»,
sottolinea Doecker, «così anche i politici si sono adeguati per
offrirne almeno una parte perché queste terapie, ad eccezione
dell'agopuntura per la terapia del dolore, non sono inserite nei Livelli
Essenziali di Assistenza e pertanto è stato fissato un tariffario».
Un primo colloquio con
visita medica costa 80 euro, l'assistenza psicologica 40 euro, quella
infermieristica 30 euro, una seduta di osteopatia 40, e così via. I
pazienti con reddito minimo sono esenti. E i medici come hanno accolto
la novità? «A nessun medico può essere imposto di seguire un
indirizzo diagnostico-terapeutico, ogni medico deciderà liberamente se
inviare il malato al servizio di medicine complementari», conclude
Roland Doecker.
(mariapaola salmi)
Come funziona
Così accende il cervello
VENTICINQUE anni fa, un
rinomato editorialista della celebre rivista Lancet commentò l'inizio
dell'interesse occidentale verso l'agopuntura con un editoriale
sprezzante dal titolo "l'agopuntura e l'era dell'irrazionalità".
È ancora possibile
sentire e leggere qualche commento di tale tono, sempre più rari, per la
verità, anche perché oggi, a differenza di ieri, vengono usati strumenti
di verifica che consentono di far luce sull'apparente irrazionalità
della pratica di infiggere sottilissimi aghi in precisi punti del corpo
per curare malattie e promuovere la salute.
Negli ultimi dieci anni
si sono moltiplicati gli studi che hanno utilizzato le tecniche di
imaging cerebrale (fRM, Risonanza Magnetica funzionale, PET, Tomografia
a Emissione di Positroni) a cui si è affiancata la biologia molecolare.
Come documenta un ampio studio, pubblicato recentemente su Progress in
Neurobiology, con l'imaging si può tracciare la strada che segue lo
stimolo indotto dall'ago per giungere dal midollo spinale al cervello e
qui indurre un meccanismo, in discesa, di regolazione del network umano.
Tra le condizioni più studiate quella del dolore e dei meccanismi
antidolorifici messi in moto dall'agopuntura.
Dalle visualizzazioni
del cervello di un essere umano trattato con agopuntura, che ha una
patologia dolorosa oppure che viene consensualmente sottoposto a uno
stimolo doloroso, emerge che l'infìssione dell'ago attiva alcune aree
cerebrali e ne disattiva altre. Attiva la cosiddetta "via discendente"
di controllo del dolore, che dal Rate Magnus (un'area del tronco
dell'encefalo dove sono collocati i neuroni che producono serotonina)
giunge al midollo spinale e cioè al luogo da cui è stato trasmesso il
dolore. Disattiva le aree del cervello emotivo coinvolte nella
elaborazione del dolore (insula, corteccia cingolata anteriore,
amigdala). Il risultato netto è un miglior controllo del dolore. Ma la
serotonina non è l'unica molecola coinvolta. Sono decenni che si ha una
precisa documentazione della capacità dell'agopuntura di indurre il
rilascio di oppioidi (beta-endorfine, encefalite, dinorfine), a cui,
recentemente si sono aggiunte altre molecole neuroattive, come la
noradrenalina, la somatostatina, le neurotensine. Accanto a ormoni e
neurotrasmettitori anche le molecole del sistema immunitario risultano
coinvolte.
Un lavoro giapponese ha
dimostrato che l'uso di alcuni famosissimi agopunti (Stomaco-36,
Vescica-18, 20 e 23) stimola il rilascio di alcune citochine chiave come
l'interferone-gamma e l'interieuchina-4 determinando un'attivazione
equilibrata del sistema immunitario.
Insomma, è tutto il
network umano che viene coinvolto dall'antica scienza medica cinese.
Psiche compresa.
Al riguardo i
sostenitori dell'effetto placet» possono darsi pace. Fin dal 2005 è
documentato quello che ogni persona ragionevole sa: che l'agopuntura,
come ogni procedura medica ben fetta, è capace di attivare le risorse
cerebrali del paziente, di provocare quello che si chiama effetto
placebo.
Ma accanto al placebo
c'è anche un effetto specifico dell'agopuntura documentato dalle
immagini. Probabilmente, nel trattamento di agopuntura c'è più effetto
placebo che nel trattamento medico standard. Ma questo è un valore
aggiunto, non un elemento negativo, che dipende dalla relazione più
accurata e accogliente che il medico agopuntore, di solito, ha con i
pazienti. Ogni terapeuta, infatti, può essere placebo o nocebo, un aiuto
o un danno per il suo paziente, indipendentemente dalla metodica che
usa. (francesco bottaccioli)
|