L'agopuntura cura la cefalea - Una terapia efficace quanto i farmaci.
di Francesco Bottaccioli (Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia)
© la Repubblica Salute – 5 febbraio 2009

Le ultime ricerche, compresa una Cochrane Review, hanno riscontrato una evidente azione analgesica della pratica dell’agopuntura.
 

Nelle ultime settimane due studi sistematici il hanno messo sotto esame l'efficacia e la sicurezza dell'agopuntura per la cefalea. Il più recente e anche il più discusso, per l'eco di stampa che ha avuto, è una “Cochrane Review” pubblicata il 21 gennaio scorso.
Le Cochrane Reviews sono delle rassegne sistematiche che vengono continuamente aggiornate riguardo all'evidenza disponibile su un farmaco o su una procedura medica.
La Review del 21 gennaio, curata da un gruppo di ricercatori tedeschi e dal torinese Giovanni Battista Allais, dopo aver esaminato 11 studi controllati per un totale di 2.317 pazienti sofferenti del mal di testa più diffuso, quello da tensione, trae le seguenti conclusioni: «Nella precedente versione di questa review, l'evidenza in favore dell'agopuntura per la cefalea di tipo tensivo era considerata insufficiente. Ora, con sei trials addizionali, gli autori concludono che l'agopuntura dovrebbe essere valutata come un prezioso strumento non farmacologico da usare in pazienti con mal di testa di tipo tensivo, frequenti o cronici».

 Studi europei e cinesi
Altro studio importante è quello apparso nel numero di dicembre di Anesthesia Analgesia, rivista della International Anesthesia Research Society. È una rassegna sistematica ed analitica di 31 studi rando-mizzati controllati di buona qualità che hanno interessato 4.000 pazienti. Di questi studi, solo due sono stati realizzati in Cina, gli altri in Germania, Italia, Francia, Danimarca, Inghilterra. Le persone coinvolte nelle ricerche erano sofferenti cronici di emicrania e di cefalea tensiva. Sedici di questi studi hanno paragonato l'agopuntura ben fatta; un'agopuntura sbagliata intesa quindi come placebo (sham, in gergo). Otto invece hanno paragonate l'agopuntura ai farmaci. Le conclusioni sono che l'agopuntura è superiore all'agopuntura sbagliata e anche ai farmaci.
Anche la precedente Cochrane Review aveva sottolineato che l'agopuntura giusta era superiore a quella sbagliata, sia pur di poco. Questa piccola differenza trovata tra agopuntura vera e agopuntura sbagliata ha fatto trarre l'errata conclusione che l'agopuntura sia placebo.
La conclusione è errata perché l'agopuntura sbagliata non è niente, non è cioè come una pillola piena di una sostanza inerte invece che di un principio attivo (placebo). Un ago inserito nella cute comunque induce un meccanismo di stimolazione nervosa con rilascio di molecole attive.
La differenza tra un punto giusto (agopunto) e un punto sbagliato è di densità nervosa sottocutanea e quindi di capacità minore o maggiore di raccogliere lo stimolo.

 La questione dell'effetto placebo
Come si può leggere nell'altro articolo, anche le evidenze sperimentali, tramite le tecniche di imaging cerebrale, dicono che l'agopuntura ha un suo specifico effetto indipendente dal placebo. Ora con questi studi sulla cefalea abbiamo un'evidenza clinica e cioè dimostrata su migliaia di pazienti.

Non è una notizia di poco conto sapere che l'efficacia dell'agopuntura nel mal di testa è paragonabile ai farmaci e che, a differenza loro, presenta effetti collaterali assolutamente trascurabili. Secondo recenti statistiche, infatti, la cefalea colpirebbe addirittura un terzo della popolazione mondiale.
Le donne in età fertile sono le più colpite, ma anche i bambini ne soffrono anche se, per fortuna, con percentuali minori.  Benché ci siano a disposizione alcuni farmaci di una certa efficacia non mancano le preoccupazioni per i possibili effetti collaterali, che non sono proprio lievi. In particolare, gli oppioidi e i barbiturici, a cui, impropriamente, spesso si ricorre, sono addirittura accusati di incrementare il rischio di morte, mentre l’abuso di infiammatori (dall'aspirina ai Fans) è collegato ad aumentato rischio emorragico, ulcere gastriche e altro.
Gli stessi farmaci elettivi per l'emicrania, della classe dei triptani (di cui il capostipite è l’Imigran), hanno un'efficacia limitata e non sono privi di rischi soprattutto per chi ha problemi cardiaci, di ipertensione o disturbi della coagulazione.

 Le patologie in cui non funziona
Nelle mani di un medico esperto, l'agopuntura può quindi essere quello strumento in più che fa risparmiare problemi al paziente e denaro pubblico, riducendo il ricorso ai farmaci e alle terapie necessarie per rimediare ai loro effetti indesiderati. Anche perché cresce la lista delle patologie o dei disturbi che possono ricevere un aiuto dall'agopuntura.
La tabella “Sperimentazioni dell’Agopuntura” distingue le situazioni sintomatiche in cui si sono raggiunte prove ragionevolmente sufficienti per applicare l'agopuntura, e i disturbi in cui ancora questa sufficienza manca. Ma, essere nella seconda o nella terza colonna non significa avere la certezza che l'agopuntura non funziona. Vuoi dire solo che, stando agli studi attuali, non possiamo trarre conclusioni definitive.
Per esempio, nell'ottobre scorso, nella Cochrane Library, è stata pubblicata una review sistematica su una malattia importante e poco trattabile come l'epilessia. Dopo aver analizzato numerosi studi controllati, gli autori hanno concluso che i dati non permettono di trarre conclusioni sicure.
Resta il fatto che questo ampio documento riporta studi che hanno paragonato l'agopuntura con la fenitoina e il valproato, che sono i tarmaci più usati in questa malattia.
Da questi studi emerge che l'agopuntura è superiore ai farmaci. Certo, i ricercatori hanno individuato carenze nel disegno degli studi, la piccolezza o l'eterogenicità del campione e quindi hanno prospettato la necessità di proseguire con studi più ampi e meglio fatti. Come nel caso del mal di testa.
Così, una Cochrane Review del 2005 riguardo all'artrite reumatoide concludeva che l'uso dell'agopuntura non era raccomandabile anche perché negli studi analizzati non erano rintracciabili modificazioni dei segni clinici (gonfiore articolare) e di laboratorio {marker infiammatoti come VES, PCR) della malattia.
Qualche mese fa, una review sistematica, pubblicata su Arthrìtis & Rheumatism, organo ufficiale dell'Arnerican College of Rheumatology, segnala invece studi che indicano una riduzione del gonfiore e dei marker infiammatori. Anche qui, nessuna conclusione definitiva, ma con questo studio l'agopuntura è passata dalla colonna dei bocciati a quella dei promettenti.
Insomma, pare davvero arrivato il tempo di chiudere definitivamente la querelle su questa antica arte medica, giudicandola invece nel merito, con l'obiettivo di aumentare l'efficacia e la sicurezza delle cure.

 Sperimentazioni sull'agopuntura

RISULTATI POSITIVI
Cefalea cronica
Nausea e vomito postoperatorio
Nausea e vomito indotto da chemioterapia
Enuresi notturna del bambino
Dolore pelvico e lombare in gravidanza
Dolore lombare cronico
Dolore dentale
Osteoartrite del ginocchio
Fibromialgia
Dismenorrea
Controllo del dolore nella endoscopia gastrointestinale
Controllo del dolore in procedure di procreazione assistita

 RISULTATI PROMETTENTI MA NON CONOUSM
Artrite reumatoide
Asma
Depressione
Disfunzione temporomandibolare
Dipendenza da droga
Dolore chirurgico
Dolore cronico
Dolore del collo
Dolore oncologico
Epilessia
Gomito del tennista
Ictus
Induzione del travaglio e controllo del dolore del parto
Insonnia
Malattie infiammatorie reumatiche
Paralisi facciale (del Bell)

NEGATIVI (INFERIORI AD ALTRI METODI)
Disassuefazione dal fumo
Riduzione del peso

Dall’Ospedale di MERANO
Non convenzionali ai malati di cancro

I MALATI di tumore di Merano e Silandro potranno usufruire, accanto alle tradizionali terapie antitumorali, delle cure complementari.
Infatti dalla prossima primavera sarà attivo nell'ospedale Franz Tappeiner di Merano un servizio di medicine complementari per il quale la Provincia Autonoma di Bolzano ha stanziato già un milione di euro. «È un progetto pilota biennale approvato nel 2007 dopo un iter non facile dalla giunta provinciale», spiega il direttore medico dell'ospedale di Merano, Roland Doecke. «Le terapie incluse nella sperimentazione sono l'agopuntura tradizionale cinese, le terapie manuali, l'osteopatia per le malattie dell'apparato muscolo-scheletrico, fitoterapia e omeopatìa. Lo scopo è alleviare le sofferenze e gli effetti collaterali legati alla malattia e alle terapie nei pazienti oncologici, in particolare il dolore, la cefalea, la nausea, il vomito, i problemi intestina!!».

Al termine dei due anni una Commissione superpartes valuterà i risultati - i primi dati nel 2010 - in termini di costi/benefici, in particolare il miglioramento della qualità di vita del malato.

L'obiettivo è quello di estendere l'impiego delle medicine complementari in oncologia a tutta la provincia. «Da noi, grazie anche all'influsso della Germania dove le cure complementari sono usate dal 50% della popolazione, c'è una forte propensione della gente a richiederle e dei medici a utilizzarle», sottolinea Doecker, «così anche i politici si sono adeguati per offrirne almeno una parte perché queste terapie, ad eccezione dell'agopuntura per la terapia del dolore, non sono inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza e pertanto è stato fissato un tariffario».

Un primo colloquio con visita medica costa 80 euro, l'assistenza psicologica 40 euro, quella infermieristica 30 euro, una seduta di osteopatia 40, e così via. I pazienti con reddito minimo sono esenti. E i medici come hanno accolto la novità? «A nessun medico può essere imposto di seguire un indirizzo diagnostico-terapeutico, ogni medico deciderà liberamente se inviare il malato al servizio di medicine complementari», conclude Roland Doecker.        (mariapaola salmi)

Come funziona
Così accende il cervello

VENTICINQUE anni fa, un rinomato editorialista della celebre rivista Lancet commentò l'inizio dell'interesse occidentale verso l'agopuntura con un editoriale sprezzante dal titolo "l'agopuntura e l'era dell'irrazionalità".
È ancora possibile sentire e leggere qualche commento di tale tono, sempre più rari, per la verità, anche perché oggi, a differenza di ieri, vengono usati strumenti di verifica che consentono di far luce sull'apparente irrazionalità della pratica di infiggere sottilissimi aghi in precisi punti del corpo per curare malattie e promuovere la salute.

Negli ultimi dieci anni si sono moltiplicati gli studi che hanno utilizzato le tecniche di imaging cerebrale (fRM, Risonanza Magnetica funzionale, PET, Tomografia a Emissione di Positroni) a cui si è affiancata la biologia molecolare. Come documenta un ampio studio, pubblicato recentemente su Progress in Neurobiology, con l'imaging si può tracciare la strada che segue lo stimolo indotto dall'ago per giungere dal midollo spinale al cervello e qui indurre un meccanismo, in discesa, di regolazione del network umano. Tra le condizioni più studiate quella del dolore e dei meccanismi antidolorifici messi in moto dall'agopuntura.

Dalle visualizzazioni del cervello di un essere umano trattato con agopuntura, che ha una patologia dolorosa oppure che viene consensualmente sottoposto a uno stimolo doloroso, emerge che l'infìssione dell'ago attiva alcune aree cerebrali e ne disattiva altre. Attiva la cosiddetta "via discendente" di controllo del dolore, che dal Rate Magnus (un'area del tronco dell'encefalo dove sono collocati i neuroni che producono serotonina) giunge al midollo spinale e cioè al luogo da cui è stato trasmesso il dolore. Disattiva le aree del cervello emotivo coinvolte nella elaborazione del dolore (insula, corteccia cingolata anteriore, amigdala). Il risultato netto è un miglior controllo del dolore. Ma la serotonina non è l'unica molecola coinvolta. Sono decenni che si ha una precisa documentazione della capacità dell'agopuntura di indurre il rilascio di oppioidi (beta-endorfine, encefalite, dinorfine), a cui, recentemente si sono aggiunte altre molecole neuroattive, come la noradrenalina, la somatostatina, le neurotensine. Accanto a ormoni e neurotrasmettitori anche le molecole del sistema immunitario risultano coinvolte.

Un lavoro giapponese ha dimostrato che l'uso di alcuni famosissimi agopunti (Stomaco-36, Vescica-18, 20 e 23) stimola il rilascio di alcune citochine chiave come l'interferone-gamma e l'interieuchina-4 determinando un'attivazione equilibrata del sistema immunitario.
Insomma, è tutto il network umano che viene coinvolto dall'antica scienza medica cinese. Psiche compresa.

Al riguardo i sostenitori dell'effetto placet» possono darsi pace. Fin dal 2005 è documentato quello che ogni persona ragionevole sa: che l'agopuntura, come ogni procedura medica ben fetta, è capace di attivare le risorse cerebrali del paziente, di provocare quello che si chiama effetto placebo.

Ma accanto al placebo c'è anche un effetto specifico dell'agopuntura documentato dalle immagini. Probabilmente, nel trattamento di agopuntura c'è più effetto placebo che nel trattamento medico standard. Ma questo è un valore aggiunto, non un elemento negativo, che dipende dalla relazione più accurata e accogliente che il medico agopuntore, di solito, ha con i pazienti. Ogni terapeuta, infatti, può essere placebo o nocebo, un aiuto o un danno per il suo paziente, indipendentemente dalla metodica che usa.       (francesco bottaccioli)