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DISCORSO PRONUNCIATO DAL CONSOLE ONORARIO, SANDRA SCAGLIOTTI, IN SEGUITO
ALLA SUA NOMINA.
TORINO
20 marzo 2009
Grazie Eccellenza, grazie Nam, amico caro.
All’Ambasciatore Nguyen Van Nam e al Governo vietnamita devo il
privilegio di una nomina che non solo mi onora ma che supera di gran
lunga i desideri nutriti sin dal tempo degli studi universitari,
compiuti a Torino, presso la Facoltà di Scienze politiche.
Allora, desideravo innanzitutto conoscere questa civiltà millenaria -una
delle entità statali più antiche al mondo-, la storia di questo paese,
che, nei secoli, ha saputo levarsi contro ogni forma di prepotenza e
egemonia; un paese dove non esiste distinzione fra il sangue blu
dell’aristocrazia e il sangue rosso della gente comune. Volevo scoprire
questo popolo fiero, colto e laborioso, per il quale il contadino è al
pari del letterato e la letteratura è ritenuta più importante della
guerra…
Ancora oggi, che il Viet Nam è un paese prospero e in pieno sviluppo,
riferirsi a quanto esso elabora e costruisce, significa non solo evocare
una brillante civiltà assai poco nota in Italia, ma anche riflettere
sulle contraddizioni dei conflitti, sulla coesione e sull’identità di un
intero popolo; significa confrontarsi con un Paese che è rimasto a lungo
nelle coscienze degli Italiani. La conoscenza dell’esperienza vietnamita
inoltre, ci fornisce strumenti imprescindibili per comprendere il
presente e il mondo in cui viviamo, sempre più accelerato all’interno di
una globalizzazione che coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita.
Per tutte queste ragioni oggi sono felice ed emozionata e voglio
ringraziare quanti hanno voluto onorarci della loro presenza, che sia a
titolo istituzionale, di semplice amicizia o di entrambe le cose, come
spesso accade in questo giardino di bambù e fiori di pesco, che è stato
negli anni teatro di numerose iniziative rivolte al Viet Nam e che, a
maggior ragione, ancor più lo sarà ora.
Le persone che in questi anni più mi sono state vicine e mi hanno
supportato - o sopportato, come direbbe qualche lingua maliziosa - sono
numerose ma, accanto alla mia famiglia, desidero ringraziare i vari
diplomatici italiani e vietnamiti e le istituzioni piemontesi e
nazionali che hanno seguito con simpatia e indulgenza le mie attività, i
miei amici della comunità Viet Kieu di Torino, amici insostituibili nel
lavoro come nello svago e compagni di tutta una vita. Grazie al mio
amico e maestro Professor Francesco Gatti, segretario generale del
Centro di studi vietnamiti: lui mi portato sulla via del Viet Nam e mi
ha trasmesso la passione morale e politica per questo paese.
Grazie ancora alla mia amica ed alleata prediletta, Anna Paola Mossetto
che mi consente oggi di lavorare a suo fianco, nello studio, nella
ricerca, nella didattica e mi induce a spaziare nell’ambito sorprendente
e inesplorato e del Viet Nam letterario...
E’ impossibile ricordarli tutti, ma voglio ringraziare quanti a vario
titolo hanno creduto nella mia ostinazione e, negli anni, sono stati a
mio fianco, dando impulso alle attività dell’Associazione Italia Viet
Nam - a partire da uno fra i suoi Presidenti, l’onorevole Ettore Masina
- così come alle attività del Centro di studi e della Biblioteca; grazie
a Giovanni Giustetto e Giorgio Romano della Camera di Commercio
Italia-Viet Nam. Grazie agli studiosi vietnamiti che mi hanno sostenuta,
penso soprattutto al Professor Nguyen Van Hoan e alla Professoressa Dang
Thanh Le. E, perdonatemi se mi dilungo un poco, ma mi piace ancora
rivolgere un pensiero speciale a Enrica Collotti Pischel, a Beppe
Morosini e Pino Tagliazucchi che non sono più qui con noi, ma che porto
nel cuore e cui devo moltissimo.
Farò quanto più mi è possibile, Eccellenza, per onorare il privilegio di
questo incarico. Lo prometto a te e a voi tutti amici cari. E,
naturalmente, nessuno pensi di tirarsi indietro e sfuggire ai suoi
compiti: avrò ancor più bisogno dell’aiuto e del sostegno di tutti voi.
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Oggi - nel momento in cui le relazioni fra l’Italia e il Việt Nam
divengono sempre più serrate e vigorose -, la riapertura della linea
ferroviaria internazionale che collega la capitale vietnamita a Pechino,
ricorda ai turisti di tutto il mondo che sul tratto Hà Nội-Yunnan,
esperti ingegneri italiani hanno contributo a costruire ponti…
Ma il saldo ponte di amicizia che unisce da tempo remoto i nostri due
Paesi, riuscirà certamente a consentire sempre nuovi e proficui scambi e
non solo a favorire l’import-export economico, ma anche l’import-export
nel campo della cultura, delle arti, della formazione e della ricerca
scientifica.
Grazie ancora a tutti voi, Buona serata!

Alzabandiera al Civico 24 di via
Campana

Scopertura della Targa Consolare di
Via Campana


Il Rettore dell'Università di Torino
E. Pellizzetti

Invitati alla Cerimonia inaugurale

Il prof. Gatti, Segretario del CSV, e
la vedova del prof. Morosini
 
Il discorso di ringraziamento di
Sandara Scagliotti

Il saluto del rappresentante della
Comunità Vietnamita di Torino, Nguyen Ghu
 
Il saluto dell'Ambasciatore Nguyen Van
Nam



Scambio di doni tra Ambasciatori

Ai loro piedi è stato piantato un
ciliegio augurale

La dott.ssa A. P. Mossetto del CSV
Torino

Il rinfresco nella Biblioteca del
Centro Studi Vietnamiti
Comunicato
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